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Elezioni europee e le liberalizzazioni : tra il PDL corporativo e PD indeciso

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I risultati elettorali origine di una campagna fatta su veline, papi e altre amenità mostra tutta la carenza di proposta politica dei maggiori schieramenti politici che hanno partecipato alle elezioni e cioè il PDL e il PD , in campagna elettorale tutti hanno deliberatamente tralasciato uno dei temi politici che l’europa propone costantemente all’Italia ,cioè le liberalizzazioni. 

Nel caso della PDL la ragione è semplice e facilmente comprensibile come denunciano ormai da mesi le associazioni dei consumatori ed utenti: c’è un patto sinistro sottoscritto dalla PDL a difesa di qualsiasi monopolio e con qualsiasi categoria voglia difendere il proprio orticello corporativo: dalle assicurazioni, ai taxi, ai notai, ai farmaci e alla “class action” .

Un patto infido che non avviene alla luce del sole dato che chi la stipulato un po’ se ne vergona e preferisce attuarlo nelle fumose commissioni parlamentari con appositi emendamenti, leggine e codicilli…….insomma tutto il classico repertorio da prima repubblica “ancien regime” nulla di nuovo se non una posizione rinforzata da chi del monopolio ( informativo) ne ha fatto la sua stessa ragione di successo economico e politico un corporativismo genetico ereditato dai genitori del PDL: AN-MSI e dall’azionista di riferimento di Forza Italia. Quello che più scandalizza invece è il comportamento del PD in questa battaglia elettorale dato che ormai  è da tutti riconosciuto che il tema delle liberalizzazioni e della democrazia economica è stato uno dei cavalli di battaglia di Prodi e Bersani.
Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Agosto 2009 10:47 Leggi tutto...
 

Da “Gazzettini del Farmacista” a “Farma-Pravda”? Ovvero come ti comunico le parafarmacie

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Tutto inizia con una serie di articoli che  “Farmacista 33 “ uno degli organi ufficiali della FOFI ( Federazione Ordini dei Farmacisti) inserisce recentemente nei propri numeri . Articoli tutti che  evidenziano di fatto le posizioni, le affermazioni e le politiche che fanno comodo ai titolari di farmacia e tendenti invece a mettere in cattiva luce e ad oscurare la maggior parte dei colleghi che lavorano nelle parafarmacie.Una linea editoriale lontana dall’equilibrio che un organo professionale dovrebbe avere per correttezza verso tutti i faramcisti. Un esempio, fra i tanti,  di scarsa indipendenza è riportato ( in basso ) sul numero del 4 giugno 2009 :  

Da parafarmacie a farmacie?

Convertire le parafarmacie, la cui titolarità appartiene ai farmacisti, in farmacie, mentre convertire in drugstore (senza la presenza obbligatoria del farmacista) quelle che non hanno i requisiti per essere delle vere e proprie farmacie. E' la proposta che Omnisalus, l'associazione dei farmacisti titolari di parafarmacia, ha rivolto al Governo in un convegno. "Non ci sono più ragioni per dire no, dopo l'ultima sentenza della Corte di giustizia europea - spiega Alessandro Mazzacca, coordinatore nazionale Omnisalus - che ha stabilito che l'Italia non viola gli obblighi comunitari riservando la titolarità delle farmacie ai farmacisti". Con la legge Bersani sulle liberalizzazioni, lamenta Mazzacca, ''gli unici che possono affrontare i costi di gestione e guadagnare con delle parafarmacie sono i supermercati e la grande distribuzione". I singoli titolari di parafarmacia hanno diversi problemi: "i fornitori non ci fanno gli stessi sconti che praticano alle farmacie, in alcuni casi non lavorano con noi. Ciò ci impedisce di praticare sconti sui prezzi ai clienti e di assumere dipendenti. Il nostro volume di affari si aggira su circa 30 milioni di euro, mentre i costi sono più di 29 milioni''. Istanze su cui il Governo, e la commissione Sanità del Senato, dove è in discussione un ddl sul riordino del sistema farmaceutico, sta riflettendo. "Il Governo non vi abbandonerà - ha detto Domenico Di Virgilio (Pdl), membro della commissione Affari sociali della Camera - Con il sottosegretario Fazio stiamo pensando ad una soluzione per tutelarvi". 

Una domanda? Dopo la “sanatoria ad hoc” che propone l’ OMNISALUS ( con l’appoggio della maggioranza)  che fine faranno i farmacisti dei drugstore se non c’è l’obbligo della loro presenza? Sicuramente aumenteranno di circa 4000-5000 le liste dei disoccupati.

E’ giusto ed etico dare spazio in un organo informativo professionale di farmacisti una proposta che prevede di farli licenziare a favore di pochi eletti “sanati“?  

Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Giugno 2009 14:11 Leggi tutto...
 

Sentenza UE: la posizione della FEF

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato stampa della Federazione Esercizi Farmaceutici FEF.

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 COMUNICATO STAMPA

La Corte Europea di Giustizia ha ribadito l’esclusiva proprietà delle farmacie ai farmacisti, un fatto positivo se serve a garantire ai cittadini un corretto uso del farmaco oltre che ribadire il ruolo sociale della professione di farmacista.

La Federazione Esercizi Farmaceutici si è sempre battuta per un ruolo preminente del farmacista nella distribuzione del farmaco nel nostro Paese e la decisione europea non fa altro che rafforzare la posizione a favore di una concorrenza tra professionisti abilitati tutti alla stessa professione per i cittadini e per la salute.

Qualcuno, però, tenta di appropriarsi della sentenza per fini di  mera speculazione politica.

Tra questi il Sen. Tomassini, che non riesce a spiegare perché al Senato ha proposto insieme a Gasparri un testo di legge che tende ad eliminare il farmacista nella distribuzione di alcuni farmaci da banco.

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Maggio 2009 14:29 Leggi tutto...
 
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Sentenza UE e farmacie: il farmacista è una garanzia sempre e ovunque svolga la sua professione, lo chiedono l'84% degli italiani

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La recente sentenza UE sulle farmacie ribadisce che i singoli stati membri possono autonomamente con la propria legislazione determinare che la proprietà e la gestione di una farmacia debba essere riconducibile ad un farmacista o società di farmacisti.

E’ quello che accade per l’Europa latina dove le legislazioni dei singoli stati e con sfumature diverse determinano in aggiunta un criterio di popolazione e di distanza per attivare nuove licenze di farmacia.In Europa del nord (Germania) vige solo l’obbligo della proprietà a farmacisti mentre nel Regno Unito possono essere titolari di farmacie non farmacisti o società che non siano riconducibili ad un farmacista, non esiste inoltre un criterio di distanza o di popolazione per aprire nuove farmacie.

Crediamo che sia giusto rimettere al centro la figura del farmacista nella gestione e proprietà delle stesse farmacie e che questo esalti ancora di più la figura di un professionista del farmaco non si capisce quindi il perchè c'è qualcuno, che con la pretesa di riformare il servizio farmaceutico, (vedi ddl Tomassini o emendamento Saltamartini) lo vuole rimuovere dalle parafarmacie le quali vendendo solo farmaci senza ricetta ne avrebbero ancora più bisogno come del resto chiedono la maggioranza degli italiani .

Pensiamo che l'importanza ed il fondamentale ruolo del farmacista nella distribuzione dei medicinali sia una garanzia ovunque sia in farmacia che nelle parafarmacie indipendenti o legate alla GDO.

Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Giugno 2009 14:11 Leggi tutto...
 

Spagna: la "pillola del giorno dopo" farmaco da banco

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Trinidad Jiménez, ministra della Sanità del governo socialista di Zapatero, ha comunicato che in Spagna la pillola del giorno dopo sarà disponibile senza l'obbligo di ricetta medica Il governo spagnolo ha giustificato tale provvedimento a seguito di indagini statistiche le quali indicano che nel 2007 gli aborti in Spagna su minorenni sono stati oltre seimila e almeno cinquecento hanno interessato ragazze sotto i quindici anni di età. Il provvedimento sarà attuato mediante un semplice delisting (riclassificazione) a medicinale che non prevede l'obbligatorietà di ricetta e sarà concedibile anche a minorenni si prevedono quindi tempi rapidi. Secondo la ministra del governo spagnolo tale provvedimento, criticato dai partiti di centro-destra e dalla chiesa cattolica, "eviterà che i giovani debbano passare da più di un consultorio fino a trovare un medico d'accordo con la concessione della prescrizione".

Secondo l'esponente del governo spagnolo la pillola del giorno dopo non è da annoverrasi tra i metodi abortivi ma è da considerare solo in situazione di emergenza.

 
Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Maggio 2009 14:06 Leggi tutto...
 


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