I risultati elettorali origine di una campagna fatta su veline, papi e altre amenità mostra tutta la carenza di proposta politica dei maggiori schieramenti politici che hanno partecipato alle elezioni e cioè il PDL e il PD , in campagna elettorale tutti hanno deliberatamente tralasciato uno dei temi politici che l’europa propone costantemente all’Italia ,cioè le liberalizzazioni.
Nel caso della PDL la ragione è semplice e facilmente comprensibile come denunciano ormai da mesi le associazioni dei consumatori ed utenti: c’è un patto sinistro sottoscritto dalla PDL a difesa di qualsiasi monopolio e con qualsiasi categoria voglia difendere il proprio orticello corporativo: dalle assicurazioni, ai taxi, ai notai, ai farmaci e alla “class action” .
Un patto infido che non avviene alla luce del sole dato che chi la stipulato un po’ se ne vergona e preferisce attuarlo nelle fumose commissioni parlamentari con appositi emendamenti, leggine e codicilli…….insomma tutto il classico repertorio da prima repubblica “ancien regime” nulla di nuovo se non una posizione rinforzata da chi del monopolio ( informativo) ne ha fatto la sua stessa ragione di successo economico e politico un corporativismo genetico ereditato dai genitori del PDL: AN-MSI e dall’azionista di riferimento di Forza Italia. Quello che più scandalizza invece è il comportamento del PD in questa battaglia elettorale dato che ormai è da tutti riconosciuto che il tema delle liberalizzazioni e della democrazia economica è stato uno dei cavalli di battaglia di Prodi e Bersani.





Tutto inizia con una serie di articoli che
La recente sentenza UE sulle farmacie ribadisce che i singoli stati membri possono autonomamente con la propria legislazione determinare che la proprietà e la gestione di una farmacia debba essere riconducibile ad un farmacista o società di farmacisti.
Trinidad Jiménez, ministra della Sanità del governo socialista di Zapatero, ha comunicato che in Spagna la pillola del giorno dopo sarà disponibile senza l'obbligo di ricetta medica Il governo spagnolo ha giustificato tale provvedimento a seguito di indagini statistiche le quali indicano che nel 2007 gli aborti in Spagna su minorenni sono stati oltre seimila e almeno cinquecento hanno interessato ragazze sotto i quindici anni di età. 
Secondo l'esponente del governo spagnolo la pillola del giorno dopo non è da annoverrasi tra i metodi abortivi ma è da considerare solo in situazione di emergenza.