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Relazione Antitrust:critiche al tentativo di chiusura delle parafarmacie.Una vera riforma? L'Antitrust in costituzione con direttive applicate

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Riportiamo alcuni commenti relativi alla relazione annuale dell'Antutrust . Ormai il presidente Criticalà lo dice ogni anno: in Italia sul tema delle liberalizzazioni si stanno facendo passi indietro enormi.....bene ma chi lo ascolta?

Ha fatto bene inoltre lo stesso presidente ad indicare che in questo tema più che modificare la costituzione sarebbe bene applicare la norma che prevede una legge annuale sulla concorrenza e le liberalizzazioni la maggioranza lo ha dimenticato?

L'unica riforma costituzionale valida sarebbe certamente quella di inserire la commissione Antitrust nella costituzione e rendere immediatamente esecutive le proprie direttive applicandole senza tante chiacchiere come avviene in America.....quale forza politica avrà il coraggio di proporre queta seria riforma costituzionale senza perdere tempo con il gossip e le chiacchiere? La gara tra veri riformatori della sinistra e tra quelli di destra ( pochi sia dell'una che dell'altra) è aperta.

Speriamo che il concorso non vada deserto....

Leonardo Marchitto FEF-parafaramcie


15 giugno 2010 Relazione annuale dell’Antitrust: bene idea di riformare art. 41, ma si mettano in opera gli strumenti già esisenti

Si è tenuta il 15 giugno la relazione annuale del Presidente dell'Autorità Garante della concorrenza e del Mercato Antonio Catricalà. Numerosi gli spunti offerti e i commenti positivi registrati. Il Presidente dell'Antitrust si è soffermato sulla situazione delle politiche di liberalizzazione in Italia.La cultura dell’efficienza, del merito e della responsabilità non riesce ad affermarsi negli indirizzi legislativi, nelle prassi amministrative, negli atteggiamenti della politica, delle parti sociali e delle categorie produttive. All’approvazione della legge istitutiva dell’Antitrust non è seguito un percorso coerente e organico di ristrutturazione e di apertura effettiva dei mercati. Durante la congiuntura internazionale positiva degli anni Novanta abbiamo perso occasioni storiche per la creazione delle condizioni di contesto necessarie allo sviluppo. Il processo di liberalizzazione è stato altalenante e contraddittorio: in alcuni settori si sono ottenuti risultati significativi; in altri si sono incontrati gravi ostacoli. Nel complesso l’opinione pubblica non sempre ha avuto modo di percepire i benefici delle riforme. Il mercato non ha tardato a presentare il conto. L’Italia patisce, quanto meno dal 2000, tassi di crescita del PIL inferiori a quelli della media dei Paesi OCSE e UE. La produttività pro capite diminuisce costantemente. La quota delle nostre esportazioni si riduce comparativamente. Gli investitori esteri non considerano attrattivo il Paese. Parlamento e Governo ben sanno che occorre alleggerire il peso della burocrazia, sveltire i processi civili, investire in formazione, ricerca e sviluppo, incrementare il patrimonio infrastrutturale. Noi abbiamo il dovere di segnalare che non possiamo più pagare il prezzo di politiche anticompetitive.Sì alle modifiche dell'articolo 41, ma in attesa delle modifiche costituzionali possiamo cominciare ad agire con le leggi che già abbiamo come quella della legge annuale sulla concorrenza se c'e reale volontà si può agire subito ha detto Catricalà.Positivi i commenti sia da destra che da sinistra.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Giugno 2010 13:47
 
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MNLF:FARMACIE, ITALIA FUORI DALLE CONDIZIONI INDICATE DALLA CORTE DI GIUSTIZIA UE

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Pubblichiamo il recente comunicato del Movimento Nazionale Liberi Faramcisti sulla sentanza della corte di giustizia UE relativa alle legge di regolamentazione nella regione spagnola delle Asturie.

Parafaramcianews


FARMACIE: ITALIA FUORI DALLE CONDIZIONI INDICATE DALLA CORTE DI GIUSTIZIA UEIl Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ritiene che l’Italia sia già fuori dalle quattro condizioni indicate dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea che oggi si è espressa rispetto alla domanda pregiudiziale del Tribunale delle Asturie (Spagna) sui criteri di apertura delle farmacie.

La causa aveva avuto origine da due farmacisti spagnoli, José Manuel Blanco Pérez e María del Pilar Chao Gómez, che si erano opposti alla legislazione del Principato delle Asturie (Spagna) non volendosi assoggettare alla pianificazione territoriale prevista. Il Tribunale aveva poi inoltrato una domanda pregiudiziale alla Corte di Giustizia chiedendo di esprimersi sulla liceità della legge rispetto alla libertà di stabilimento prevista dal Trattato UE.

Oggi la Corte, esprimendosi negativamente sui criteri di valutazione dei candidati perché discriminatori, ha contestualmente indicato quattro criteri di valutazione per l’applicazione dei criteri di pianificazione territoriale delle farmacie.

Questi criteri - secondo il MNLF - se applicati all’Italia, porrebbero la legislazione italiana fuori dal Trattato dell’Unione Europea.
La legislazione spagnola - spiega il Presidente del MNLF - Vincenzo Devito, prevede una farmacia ogni 2800 abitanti, e malgrado ciò la Corte ha chiesto al giudice nazionale di verificare se i criteri applicati siano o meno discriminatori. In Italia abbiamo una farmacia ogni 5000 abitanti nei comuni con meno di 12500 abitanti e una ogni 4000 nei comuni con più di 12.500 abitanti. E’ del tutto evidente - continua Devito - che stiamo parlando di livelli di pianificazione assai più restrittivi di quelli spagnoli presi in considerazione dalla Corte di Giustizia.

Inoltre, la stessa Corte ha definito discriminatori i meccanismi con cui vengono assegnate le farmacie nelle Asturie, meccanismi diversi che in Italia favoriscono nella valutazione del punteggio per l’assegnazione delle farmacie a chi è già stato titolare della stessa.

I nostri avvocati analizzeranno la sentenza con maggiore attenzione, ma una cosa è certa - conclude Devito - le proposte di controriforma presenti nel Parlamento Italiano sono tutte contro questa sentenza e noi faremo in modo che anche la legislazione italiana sulle farmacie sia sottoposta al giudizio europeo.
 
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Bersani: non smetterò un solo istante di difendere le parafarmacie

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Bersani ha risposto su LIbero dell '11 settembre 2009 ( pagina di Roma) alla dott.ssa Vania Paganelli che qualche giorno prima aveva scritto al giornale denunciando il boicottaggio a cui sono sottoposte le parafarmacie. "Non smetterò un solo istante di difendere le parafarmacie" ha scritto il segretario del PD. Manterrà la promessa? Si vedrà

In previsione della battaglia di autunno dove è prevista l'inizio della discussione in Senato del ddl Gasparri-Tomassini, la FEF incontrando Bersani nelle Marche ha già consegnato alo stesso Bersani un disegnio di legge a difesa delle parafarmacie da presentare in senato da parte di alcuni parlamentari PD.

www.parafarmacianews.com, la FEF e il MNLF sono ora in attesa che si passi dalle parole chiare di Bersani ai fatti dei senatori PD.

dott Leonardo Marchitto

www.parafarmacianews.com

FEF-parafarmacie

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Giugno 2010 13:09
 
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FEF: parafarmacie penalizzate dai distributori intermedi

Riportiamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato stampa dove la Federazione Esercizi Farmaceutici-FEF ha denunciato all’antitrust le politiche anticoncorrenziali messe in atto da alcuni grossisti di medicinali a svantaggio delle parafarmacie costrette, per essere rifornite di medicinali, presidi , integratori e cosmetici ad effettuare ordini minimi cosa non richiesta nei confronti delle farmacie.Tali politiche  oltre che essere palesemente discriminatorie verso le stesse parafaramcie risulterebbero anticoncorrenziali anche nei confronti del resto dei grossisti di medicinali che sono obbligati per legge a rifornire qualsiasi punto vendita ( farmacie o parafarmacie) entro tempi prefissati. 

Parafarmacianews.com

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COMUNICATO STAMPA 

PARAFARMACIE PENALIZZATE DAI DISTRIBUTORI INTERMEDI 

La Federazione Esercizi Farmaceutici, raccogliendo le numerose segnalazioni provenienti da tutto il territorio nazionale, denuncia lo stato di grave alterazione del mercato dei farmaci da banco provocata dal comportamento di alcuni distributori intermedi nei confronti delle parafarmacie. A quasi quattro anni dall’approvazione del decreto Bersani e dopo condanne e pronunce dell’Antitrust ci sono ancora aziende che si rifiutano di fornire SOP e OTC agli esercizi di vicinato. In particolare il fenomeno più diffuso è quello d’imporre condizioni di fornitura che, di fatto, negano alle parafarmacie la possibilità di competere ad armi pari nel mercato. Contratti modificati unilateralmente dall’oggi al domani, margini di ricavo irrisori, pagamenti alla consegna o in tempi brevissimi, minimo d’ordine giornaliero e mensile, sono solo alcuni esempi di un rapporto da sempre difficile con i grossisti di farmaci. Tutte condizioni che non sono applicate alle farmacie o a quelle parafarmacie la cui proprietà afferisce ad un titolare di farmacia, determinando praticamente l’impossibilità per le parafarmacie autonome di competere ad armi pari. Al fine di tutelari questi esercizi, ma anche i consumatori che risultano penalizzati da un minor livello di concorrenza è stata inviata una segnalazione all’Antitrust. La F.E.F. ha anche inoltrato una nota all’Associazione che riunisce i distributori intermedi dei farmaci (A.D.F.) ricordando l’obbligo di legge per i distributori di rifornire anche gli esercizi di vicinato e richiedendo un intervento presso i propri associati. Registrando positivamente la volontà del Presidente dell’A.D.F. di evidenziare il malessere dei farmacisti titolari di parafarmacia presso i propri associati, la F.E.F. si augura che l’atteggiamento di chiusura nei confronti delle parafarmacie muti radicalmente e venga riconosciuta loro pari dignità. 

Federazione Esercizi Farmaceutici

Ufficio stampa

Roma, 25 gennaio 2010

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Gennaio 2010 17:44
 
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Le aziende farmaceutiche: no a OTC/SOP senza farmacista

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L'ANIFA , organizzazione delle aziende dei produttori di medicinali da banco, ribadisce il no alla eliminazione del binomio farmaco-farmacista è liquidano inequivocabilmente ogni proposta tendente a rimuovere la presenza al banco del farmacista nelle parafarmacie e corner GDO. (leggi  in basso l'intervista al presidente ANIFA Daninotti)

Un chiaro segnale inviato a chi propone (come Gasparri-Tomassini PDL o Astore e al. IDV) l'eliminazione della presenza del farmacista nelle parafarmacie consentendo la vendita degli OTC/SOP anche in tabaccherie,bar, alimentari e distributori di benzina. L' ANIFA è un'associazione presente sul campo e operativa che sa perfettamente quali sono i meccanismi che regolano l'acquisto dei farmaci da banco e hanno individuato nella maldestra proposta di qualche senatore (PDL E IDV) un grosso pericolo cioè quello del definitivo affossamento dell'automedicazione responsabile nel nostro paese, mai effettivamente decollata come è successo nel resto dell'Europa. Causa di ciò è quello del limitato numero di specialità farmaceutiche senza obbligo di ricetta medica presenti in commercio in Italia.

Quello che è accaduto invece in questi anni di applicazione del decreto Bersani è un aumento lento ma costante di specialità prima a prescrizione e oggi disponibili senza obbligo di ricetta ma con la garanzia del farmacista consigliere voluta dalla riforma Bersani.

Al di la di quanto viene indicato erroneamente ( o in malafaede) non è il solo caso in Europa anche in Olanda i Drug Store (equivalenti alle nostre parafarmacie) e in Portogallo è richiesto l'obbligo del farmacista per la vendita dei SOP/OTC fuori dalle farmacie:  un meccanismo che in Olanda funziona bene dato che circa il 79% degli OTC/SOP sono venduti nei Drug Store/Parafarmacie.( dati ANIFA 2009)

Crediamo, come l'ANIFA, che la presenza del farmacista nella dispensazione dei medinali OTC/SOP sia fondamentale per una corretta automedicazione e che si antistorico e retrivo qualsiasi provvedimento che abbia come obiettivo eliminare questa situazione, quello che è in ballo è chiaro: l'avvenire e lo sviluppo dell'automedicazione responsabile in Italia e le aziende l'hanno compreso.

ParafarmaciaNews.com 


FARMACI: ANIFA, SVILUPPO AUTOMEDICAZIONE PER FAR RISPARMIARE LO STATO

Agenzia ASCA Roma, 3 set - Un mercato sostanzialmente stagnante che andrebbe pero' sviluppato attraverso nuove molecole e nuove terapie per portare anche dei risparmi nelle casse dello Stato.

Sergio Daniotti, presidente dell'ANIFA, fa il punto sulla situazione del mercato dell'automedicazione in Italia in un'intervista all'ASCA.

D. Presidente Daniotti qual e' la situazione del mercato dell'industria farmaceutica dell'automedicazione in Italia?.

R. E' un mercato che negli anni si dimostra stabile e stagnante, ma gli ultimi dati relativi al 2009 destano un minimo di preoccupazione perche' c'e' stato un calo intorno al 3%, causato in parte dalla crisi economica che inficia sulla spesa da parte delle famiglie.

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Settembre 2009 11:09 Leggi tutto...
 
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