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Sentenza UE: la posizione della FEF

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato stampa della Federazione Esercizi Farmaceutici FEF.

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 COMUNICATO STAMPA

La Corte Europea di Giustizia ha ribadito l’esclusiva proprietà delle farmacie ai farmacisti, un fatto positivo se serve a garantire ai cittadini un corretto uso del farmaco oltre che ribadire il ruolo sociale della professione di farmacista.

La Federazione Esercizi Farmaceutici si è sempre battuta per un ruolo preminente del farmacista nella distribuzione del farmaco nel nostro Paese e la decisione europea non fa altro che rafforzare la posizione a favore di una concorrenza tra professionisti abilitati tutti alla stessa professione per i cittadini e per la salute.

Qualcuno, però, tenta di appropriarsi della sentenza per fini di  mera speculazione politica.

Tra questi il Sen. Tomassini, che non riesce a spiegare perché al Senato ha proposto insieme a Gasparri un testo di legge che tende ad eliminare il farmacista nella distribuzione di alcuni farmaci da banco.

Una palese contraddizione che si spiega solo attraverso il tentativo occulto di sabotare le parafarmacie nelle quali oggi è sempre presente ( legge Bersani) un farmacista.

Il farmacista non è un professionista solo in farmacia, ma ovunque egli eserciti, indipendentemente dal luogo o tipologia di esercizio.

Nel coro non manca anche il sen. D’Ambrosio-Lettieri, vicepresidente FOFI, titolare di farmacia e relatore del DDL Tomassini/Gasparri che commentando la sentenza cerca di attribuire significati di conferma al proprio lavoro in Commissione.

E’ necessario fare chiarezza: il relatore ci dica quale attinenza abbia l’eliminazione del farmacista, prevista nel progetto Gasparri/Tomassini, con la sentenza della Corte di Giustizia UE che pone al centro della proprietà delle farmacie il farmacista.

In realtà ogni pretesto è valido per giustificare un “azzeramento” totale delle poche liberalizzazioni avvenute in questo settore.

Forse la riduzione dei prezzi dei farmaci ha dato fastidio a qualcuno?

Forse l’occupazione di 5000 posti di lavoro nelle parafarmacie preoccupa?

La presenza del farmacista in qualsiasi punto di distribuzione dei farmaci è richiesta dai consumatori e dalle aziende dei produttori di farmaci (attraverso l’ANIFA di Daninotti).

La bandiera europea non può essere la coperta per operazioni corporativistiche che niente hanno a che fare con la sicurezza dei cittadini, ma solo con gli interessi economici di alcuni.

Federazione Esercizi Farmaceutici

Uff. Stampa

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Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Maggio 2009 14:29  
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