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Altroconsumo da il massimo dei voti alle liberalizzazioni sui farmaci senza ricetta nelle parafarmacie

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Come sapete Altroconsumo associazione di consumatori ha da sempre a cuore le potitiche sulla concorrenza le liberalizzazioni e la difesa del consumatore ,  una sua recente posizione ha dato un voto a quelle poche liberalizzazioni che sono riuscite a sopravvivere (fino a quando) dalla furia corporativa della maggioranza di governo vediamo i risultati:

Voto 7 alla liberalizzazione dei  farmaci da banco: i prezzi dei farmaci di fascia C senza prescrizione sono diminuiti, anche nelle farmacie tradizionali, a seguito della concorrenza delle parafarmacie e dei corner dei supermercati. Purtroppo scarsa è stata l'informazione ai consumatori, come è risultato anche dall'indagine effettuata lo scorso anno da Altroconsumo.

Voto 6 alle banche, dove la mobilità dei consumatori nel settore dei conti correnti resta bassa e tempi e difficoltà burocratiche frenano i trasferimenti dei clienti. La surroga gratuita dei mutui, poi, è stata a lungo apertamente ostacolata dalle banche.

Bocciato invece, il settore delle assicurazioni che riceve voto 4: le tariffe Rc auto, dopo un periodo di rallentamento, hanno ripreso a salire. L'Antitrust ha recentemente aperto un'indagine su questo settore perché sono ancora tante le cose che non vanno.

E voto 4 anche agli ordini professionali, dove poco è cambiato. Gli obiettivi delle liberalizzazioni erano: eliminazione delle tariffe minime, divieto di pubblicità e divieto di concordare il compenso con il cliente in base al risultato raggiunto. Alcuni ordini professionali (in particolare gli avvocati) hanno ostacolato questi obiettivi invocando i codici deontologici; iniziative concorrenziali di giovani avvocati sono state bloccate dagli Ordini. La riforma della professione forense in discussione in Parlamento prevede la reintroduzione dei divieti eliminati nel 2007.

Altroconsumo denuncia, poi, una liberalizzazione mai nata: quella dei taxi che prende voto 3. Tassisti romani e non hanno protestato rumorosamente e quello che si voleva fare (consentire la creazione di piccole compagnie di taxi in aggiunta ai padroncini "monoauto" di oggi e favorire il contenimento dei prezzi e l'aumento del numero dei taxi) non si è fatto. Anzi proprio in questi giorni, a Milano e Roma le tariffe stanno aumentando.

"La morale - scrive Altroconsumo in una nota - è che gli effetti delle liberalizzazioni sono stati per ora sostanzialmente vanificati dalle resistenze di lobby e corporazioni interessate. In particolare nel settore bancario, assicurativo e delle professioni, le imprese interessate e gli ordini hanno giocato un ruolo determinante nel rendere inefficaci le misure di liberalizzazione, che andavano nella direzione giusta anche se da completare e proseguire".

Segnaliamo infine l'analisi di www.libertiamo.it che rispetto all'analisi di Catricalà scrive nel proprio sito: "Forse, prima di mettere mano alla Costituzione, servirebbe un intervento su queste aree, oltre che sul socialismo municipale delle imprese di servizi pubblici locali, con la loro acuta idiosincrasia per la messa a gara; ma anche sulle poste, con la fine della riserva per il finanziamento del servizio universale, prevista per quest’anno, e lo sviluppo di aree di iniziativa privata, che erano state introdotte in passato ma sono state inesorabilmente soffocate nella culla, come del resto la maggioranza si accinge a fare con le parafarmacie, e con la restaurazione imposta dall’ordine forense."

L. Marchitto

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Giugno 2010 14:26  
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