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Parafarmacie: parte la discussione al Senato del ddl Gasparri-Tomassini tra voglie di restaurazione, di sanatorie e rischi di disoccupazione di giovani farmacisti

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Molti a torto credevano che la discussione al Senato del ddl 863 sul riodino del servizio faramceutico ( la cosiddetta legge Gasparri Tomassini) andasse per le lunghe ma ha avuto una improvvisa accelerazione  sorprendendo lo stesso Tomassini il quale ha dichiarato alla stampa a margine di un convegno tenuto a presso la sede Federfarma di Napoli   ... non mi aspettavo un iter così veloce, ma sono stati gli stessi senatori del PD e rappresentanti delle parafarmacie a chiedermi di inserirlo all’ordine del giorno .Il summit napoletano ha visto presente i referenti politici del progetto di restaurazione del monopolio delle farmacie anche sui farmaci da banco (oltre che ausili e alimenti speciali) e cioè : lo stesso Tomassini presidente della commissione Sanità del Senato, il sen D’Ambrosio-Lettieri componente della commissione e neo vicepresidente FOFI e del sen. Calabrò anche lui componente della stessa commissione del Senato.Al di la della sorpresa di Tomassini l’accelerazione dell’iter è stato ben preparato dai referenti politici del progetto esso si è basato sul tentativo di spaccatura effettuato verso le due storiche associazioni di parafarmacie FEF e ANPI che ha portato alla formazione dell’Ominisalus un piccolo sindacato che di parafarmacie che appoggia apertamente la Gasparri-Tomassini in cambio però della promessa di una sanatoria a Farmacie convenzionate di parte delle parafarmacie.

Un classico atteggiamento all’”italiana” che affronterebbe la rifoma della dispensazione del farmaco da banco in Italia con il seguente schema:

  1. una vaga promessa di sanatoria “ad hoc” di alcune parafarmacie a farmacia convenzionata, senza chiarire i termini con cui averrebbe la ta trasformazione. Si tratterebbe di fatto di una lotteria (una situazione con molti partecipanti speranzosi ma pochissimi vincitori ......in genere chi conduce la danza)
  2. un ricatto di chiusura per le altre parafarmacie limitando fortemente il numero delle specialità OTC vendibili (confezioni starter con poche unità posologiche) bloccando anche la riduzione dei prezzi sui farmaci da banco a cui abbiamo assistito dopo l’approvazione del decreto Bersani
  3. l’immediato licenziamento dei giovani farmacisti (stimati in 5000 unità) che hanno trovato lavoro nelle parafarmacie e supermercati dato che la proposta Gasparri-Tomasssini prevederebbe l’eliminazione del farmacista per la vendita degli OTC e SOP (forse un favore alla grande distribuzione).
  4. ritorno dei farmacisti precari che sarebbero costretti a chiedere un posto di lavoro temporaneo e sottopagato alle farmacie che ritornerebbeo a fare il bello e cattivo tempo in tema di prezzi di OTC/SOP

 

Ma fra le dichiarazioni prima citate di Tomassini è sibillina la frase “….ma sono stati gli stessi senatori del PD …… a chiedermi di inserirlo all’ordine del giorno “ forse un riferiomento alla Sen. Poretti radicale eletta nelle liste PD che si è detta favorevole alla eliminazione del farmacista per la vendita del farmaci da banco.

Bersani d’altra parte si è schierato dalla parte delle parafarmacie denunciando il tentativo di “azzeramento” delle liberalizzazioni da parte della maggioranza, a tale proposito va detto che girano voci insistenti di una presentazione da parte dell’ex-ministro di un ddl per la difesa delle parafarmacie.

Dal PD vengono anche proposte di mediazione come il ddl n. 1795 dell’on Turco che alla Camera propone una legge che ricalca l’emendamento Banti della scorsa legislatura. Tale progetto prevede una riduzione del quorum di abitanti per l’apertura di una farmacia e per le parafarmacie prevede un aumento del numero di specialità medicinali vendibili senza ricetta ( lista di derivazione fascia C) un limitato passo avanti rispetto al ricatto monopolista della Gasparri Tomassini.

Scottante sarà la posizione del neo vicepresidente FOFI D’Ambrosio-Lettieri componenete della commissione  sanità del senato nonchè relatore del ddl in questione: sarà favorevole o contro una legge che rimuove la figura del farmacista per la dispensazione degli OTC e SOP? 

Situazione difficile se si considera che compito della FOFI (Federazione degli Ordini dei Farmacisti) è quello tra l’altro di difendere gli spazi professionali di tutti i farmacisti sia dei proprietari di farmacia (una minoranza) che dei non titolari di farmacia / collaboratori, dipendenti vari e disoccupati che risultano in  maggioranza.

Se i rappresentanti FOFI  in commissione sceglieranno di fare un favore ai supermencati e GDO eliminando il farmacista per la vendita degli OTC/SOP  il ruolo  della FOFI stessa sarà fortemente compromesso agli occhi della maggioranza dei farmacisti iscritti all’ordine.

Si certificherebbe nei fatti la sua trasformazione genetica in una associazione a servizio dei titolari (FederFOFI?) che con il loro sindacato Federfarma sono apertamente a favore della controriforma targata Gasparri-Tomassini.

Alla luce di tali fatti è chiaro il ruolo inconsapevole o meno che svolge l’Omisalus cioè quello di catalizzatore di acceleratore di un processo  (la rapida approvazione del ddl in questione) che poi non riuscirà a governare dato che gli interessi in gioco sono enormi.

Una situazione critica quindi che richiede il massimo di compattezza da parte delle parafarmacie e delle loro associazioni, la battaglia sarà dura e rovente soprattutto perché se il progetto corporativo di Gasparri-Tomassini dovesse andare avanti ci sarebbero licenziamenti di farmacisti e soprattutto eliminazione dei risparmi cosa che con l’attuale crisi economica rischia di andare contro i cittadini e dei giovani farmacisti ……

La difesa delle corporazioni merita i sacrificio dei molti?

Dott. Leonardo Marchitto presidente FEF Marche

Ultimo aggiornamento Sabato 28 Febbraio 2009 09:30  
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