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Scriviamo agli Ordini dei Farmacisti: difendete tutti e non solo i titolari di farmacia!

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Il ddl Gasparri Tomassini probabilmente entro febbraio inizierà ad essere discusso nella commissione sanità del Senato.
La battaglia per la nostra sopravvivenza si farà molto dura ed è arrivata l'ora di farsi sentire: i singoli Ordini si dovranno schierarsi a favore di tutti i farmacisti altrimenti avranno buttato la maschera in realtà potrebbero essere una filiale di Federfarma.
Molti mi diranno " ma non lo sapevi?" si ma verificare formalmente la cosa ci farà capire veramente tra i presidenti provinciali chi svolge un ruolo istituzionale o meno.
Questo è un modello di lettera base da spedire (meglio raccomandata A/R) ai presidenti e ai singoli consiglieri degli ordini provinciali  con lo scopo di sensibilizzali sulla questione ..........non c'è più tempo da perdere, diamoci da fare.
 
Leonardo Marchitto

Gentile Presidente e Consiglieri dell’ordine di……………,

intendo portare alla Sua cortese attenzione le conseguenze che il ddl s.863, (in discussione al Senato in questi giorni) a firma dei senatori Gasparri/Tomassini, avrà sulla mia attività e su quella d’altre 2000 aziende.

Il progetto presentato in Senato ed affidato alla Commissione Igiene e Sanità intende introdurre nel panorama farmaceutico nazionale una nuova lista di farmaci che potranno essere venduti senza la presenza del farmacista nei supermercati e in qualunque altra tipologia commerciale (comprese tabaccherie, bar e distributori automatici) che ne facesse richiesta. La nuova classe di farmaci verrebbe stilata dall’AIFA scegliendo tra quelli oggi inseriti tra i farmaci d’automedicazione oggetto del decreto Bersani del luglio 2006. I medicinali inseriti che avrebbero un numero limitato d’unità posologiche (confezioni starter) sarebbero gli unici vendibili al di fuori del canale farmacia. Tutti gli altri medicinali, oggi dispensabili nei supermercati e nelle parafarmacie alla presenza del farmacista, non potrebbero essere più venduti in questi esercizi ma solo dalle farmacie.

Una volta approvato il disegno di legge perderebbero il proprio posto di lavoro (dipendenti GDO, titolari parafarmacie, dipendenti) oltre 5.000 cittadini italiani, tanti quanti nelle previsione degli esuberi di Alitalia.

Questo difronte al riconosciemto da parte del pubblico del ruolo del farmacista anche nel campo dei farmaci di automedicazione infatti il 61% dei cittadini italiani è favorevole alla legge in vigore e l’81% ritiene indispensabile la presenza del farmacista in qualsiasi punto vendita (dati CENSIS 2007).

I miei sforzi economici e quelli della mia famiglia, l’impegno profuso per offrire un servizio professionale all’altezza, l’attenzione nei confronti dei cittadini e delle loro esigenze sarebbero stati completamente inutili.

In definitiva si tratta di un disegno corporativo finalizzato a ristabilire le piene condizioni di monopolio delle farmacie con provvedimenti mirati ad eliminare la “libera attività” dei farmacisti che non possono permettersi di acquistare una farmacia o non sono figli di titolari di farmacia.

Mentre il Paese ha un’economia sostanzialmente ferma, e la crisi economica porta al licenziamento di molti colleghi che operano come informatori medici, viene presentato un progetto che rischia di portate alla eliminazione nella sostanza oltre 2000 aziende, banalizza l’uso del farmaco che sarebbe acquistabile in self-service, e umilia le capacità professionali ed imprenditoriali dei laureati ed abilitati in farmacia.

Infine ed è questo intollerabile per un ordine professionale si assiste impotenti alla perdita di spazi professionali per il farmacista consentendo anche a tutti gli esrcizi commerciali di poter vendere una sia pur limitata lista di farmaci di automedicazione.

Credo che un ordine professionale dovrebbe difendere anzi incrementare gli spazi ed opportunità di lavoro per tutti gli iscritti titolari e non.

Tutti paghiamo le quote di iscrizione ai singoli ordini professionali e tutti abbiamo il diritto di essere difesi nella nostra professionalità. Credo che il neo-vicepresidente della FOFI D’Ambrosio-Lettieri, senatore e componente della commissione sanità , presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Bari e probabile relatore della legge in questione abbia un ruolo delicatissimo in questa fase storica: quella di difendere tutti i farmacisti, quindi anche me che lavoro in una parafarmacia.

Se così non fosse si perderebbe, agli occhi dei non titolari di farmacia, il ruolo di garante di tutta la professione dei singoli ordini verso tutti i farmacisti e si assisterebbe lentamente ad una loro trasformazione in una emanazione del sindacato dei titolari di farmacia spezzando il legame di solidarietà professionale che è alla base della loro esistenza.

E’ questo ciò di cui ha bisogno la nostra professione?

Io credo di no, e per questo motivo chiedo il Suo appoggio, proponendole di svolgere il suo ruolo istituzionale e fare approvare in consiglio dell’ordine da lei diretto una delibera che chieda ai senatori l’abolizione, durante la discussione del ddl in questione, della norma di “eliminazione del farmacista” per la dispensazione  dei farmaci di automedicazione.

Norma che se approvata tenderà a svilire sempre più la nostra professione e ridurre i livelli occupazionali dei farmacisti che lavorano nelle parafarmacie indipendenti e nella GDO.

Certo/a di un suo intervento saluto cordialmente.

Data                                                                                         Firma
Ultimo aggiornamento Martedì 10 Febbraio 2009 07:25  
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