Rileviamo con molto piacere le dichiarazioni alla stampa del neo presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Macerata che intervistato dal Corriere Adriatico si è espresso così “Ci tengo a ribadirlo -afferma Diomedi- anche alla luce delle recenti polemiche che ho letto sui giornali. Noi farmacisti non siamo affatti contrari alle parafarmacie intese come esercizio commerciale. Ciò che rivendichiamo con forza è che se la parafarmacia venderà anche farmaci da banco debba essere sempre un farmacista a svolgere tale funzione” Riteniamo che sia una posizione “saggia” ed istituzionale che ogni singolo ordine provinciale dovrebbe avere fino al massimo organo collegiale che è la FOFI. Le dichiarazioni sono anche una critica indiretta , ma pesante, verso il ddl Gasparri-Tomassini che prevede per la prima volta nel nostro paese l’eliminazione del farmacista per la dispensazione del farmaco da banco.
Complimenti Presidente! Speriamo che porti tale sua giusta posizione di difesa degli spazi professionali e occupazionali del farmacista anche a livello di federazione nazionale.
Leonardo Marchitto
Corriere Adriatico – ed. Macerata del 27 febbraio 2009
Medici e farmacie, numeri da record
I risultati di una ricerca sul sistema salute mettono a fuoco i punti di forza del Maceratese
Medici generici e specialisti; dentisti, chirurghi e odontoiatri; farmacie. Sono queste tre le voci che risultano essere le più numerose in provincia di Macerata nell’ambito dell’Indagine sul sistema salute messa in campo dalla Seat Pagine Gialle e che è stata resa nota in questi giorni. Fanalino di coda (si fa per dire) della ricerca figurano invece ex aequo le case di riposo, l’ortopedia e gli articoli medico-sanitari. Un quadro che scatta la fotografia di quella che risulta essere la sanità, nei numeri, del territorio. Tra le categorie di operatori selezionate eccellono soprattutto i medici generici e gli specialisti che toccano quota 349 in provincia. “Ritengo che tali dati -sottolinea il professor Americo Sbriccoli, presidente provinciale dell’Ordine dei medici- segnalino come il servizio sanitario nazionale occupi una parte rilevante, diciamo pure circa il 90%, dell’intera attività medica del territorio. Al contrario di altre parti d’Italia da noi il privato è poco presente, oserei dire quasi assente rispetto al pubblico. E le poche cliniche ancora attive si dedicano per lo più ad attività convenzionate con il servizio sanitario nazionale”. Una dato, questo, evidente dal calo costante di istituti privati nel corso degli anni. “Fino a qualche anno fa -spiega Sbriccoli- a Macerata c’erano ben 5 case di cura private. Oggi ne è rimasta appena una, la Marchetti. Stesso quadro a Civitanova. Segno che l’iniziativa privata in questo ambito è davvero minima ed è il servizio pubblico ad assicurare la salute ai cittadini maceratesi. L’eccezione sono quelle prestazioni di medicina e chirurgia estetica o di plastica, che a mio modo di vedere, sono al confine con gli aspetti puramente medici, che vengono eseguite negli istituti privati”.
Anche per quello che concerne le farmacie sul territorio, la loro presenza è capillare e tocca la considerevole quota di 117 sedi sparse nel Maceratese. “Le farmacia ed i farmacisti svolgono anche un ruolo sociale -spiega Luciano Diomedi, presidente dell’Ordine dei farmacisti- nell’ambito delle comunità anche quelle più piccole. Le farmacie sono in ognuno dei comuni della provincia. L’unico cruccio che ci resta è non essere riusciti ancora ad aprire una farmacia a Bolognola, ma ci stiamo lavorando e presto anche questo vuoto verrà colmato”. Le città con il più alto numero di farmacie (9), ovviamente, sono anche quelle con più popolazione: Macerata e Civitanova. Presto sarà inaugurata una nuova sede a Pollenza Scalo al servizio di una popolosa zona di nuove abitazioni. L’arrivo delle parafarmacie non crea alcun tipo di concorrenza. “Ci tengo a ribadirlo -afferma Diomedi- anche alla luce delle recenti polemiche che ho letto sui giornali. Noi farmacisti non siamo affatti contrari alle parafarmacie intese come esercizio commerciale. Ciò che rivendichiamo con forza è che se la parafarmacia venderà anche farmaci da banco debba essere sempre un farmacista a svolgere tale funzione”. Il futuro della farmacia potrebbe essere ancora più vicina e al servizio del cliente-paziente. “Le nostre strutture -conclude Diomedi- debbono diventare il primo punto di servizio e contatto tra pazienti e Asl. Stiamo studiando da tempo l’ipotesi che attraverso le farmacie si possano prenotare le visite specialistiche e diagnostiche negli ospedali. E’ necessario collegare in rete tutte le farmacie e utilizzare software sofisticati, però l’intenzione nostra e delle Asur è quella di arrivare, prima o poi, ad offrire questo servizio a tutti i cittadini maceratesi”.
MAURO GIUSTOZZI





