
Molto importante questo articolo pubblicato ieri sulla Repubblica dove dirigenti di Auchan, Carrefour, Coop e Conad criticano i tentativi fatti dai corporativisti contro le liberalizzazioni, alcuni commenti provenienti dal mondo GDO:
Camillo De Berardinis, amministratore delegato di Conad: «In tre anni questa legge non ha creato un problema. Ma ha schiuso opportunità per molti. A cominciare dai giovani farmacisti che non trovavano lavoro. Sarebbe da irresponsabili tornare indietro».
Mentre Fabio Sordi di Auchan sottolinea il servizio offerto alla collettività: «Le nostre parafarmacie sono aperte anche il sabato e la domenica con gli stessi orari del supermercato: fino alle 21,30 o alle 22. Le pare poco?
ancora più esplicito Aldo Soldi, presidente di AnccCoop.«Perché dovrebbe essere eliminata una legge che ha creato solo vantaggi e nessun danno?» si chiede «È evidente che c' è una potente attività di lobby». E quindi auspica che si imbocchi la strada opposta: «Aprire alle parafarmacie i farmaci di fascia C che non sono a carico del sistema sanitario nazionale».
I "corporativisti" sono avvisati, troveranno un coordinamento con le parafarmacie indipendenti per una difesa comune delle liberalizzazioni?
ParafarmaciaNews.com
Parafarmacie, le lobby provano ad affondare le liberalizzazioni
Repubblica — 11 maggio 2009 pagina 12 sezione: AFFARI FINANZA
Liberalizzazioni addio. A passi felpati, cercando di non fare troppo rumore, il centrodestra è partito all' assalto delle «lenzuolate» varate da Pierluigi Bersani. Emblematico quello che sta accadendo per le «parafarmacie», i punti vendita di farmaci «da banco», per i quali non è necessaria la ricetta medica. Una formula che nel giro di tre anni ha ottenuto un successo insperato. Lo confermano l' apertura di circa 2.600 punti vendita (243 all' interno della grande distribuzione) e l' assunzione di 5.500 giovani farmacisti.
E lo certifica la riduzione dei prezzi che oscilla fra il 10% e il 40% a seconda del tipo di farmaco. Ma anche dell' effetto calmiere indotto dalla liberalizzazione sull' intero mercato dei farmaci da banco. Fabio Sordi, Direttore acquisti & mercati di Auchan, calcola «una riduzione media dei prezzi di circa il 10%». Insomma, sulla base di questi dati bisognerebbe semplicemente rallegrarsi. Al contrario, proprio in questi giorni assistiamo ad un proliferare di proposte di legge e di emendamenti marcati centrodestra che hanno un solo obiettivo: tornare alla situazione di tre anni fa cancellando l' esperienza delle parafarmacie. Lo prova l' emendamento al testo di legge sui lavori usuranti presentato dal senatore Filippo Saltamartini (An) che blocca l' apertura di nuove parafarmacie prevedendo che entro 10 anni vengano chiusi gli attuali punti vendita. Più accorto il testo con ambizioni di riforma che ha come primo firmatario Maurizio Gasparri che da una parte elimina l' obbligo di assumere i farmacisti come prevedeva la Bersani. Mentre dall' altra finge di liberalizzare istituendo una nuova categoria di farmaci, presumibilmente più ristretta dell' attuale (non si capisce quanti e quali saranno questi medicinali) riducendo la possibilità di offrire sconti sui prezzi. E allora? Pier Luigi Bersani allarga le braccia: «Quello che sta accadendo è allucinante. Il centro destra sta cercando di eliminare un meccanismo che ha dato risultati solo positivi, dalla riduzione dei prezzi alla creazione di nuova occupazione. Chi glielo dice ai giovani farmacisti che per loro non c' è futuro?» Dopo aver sottolineato «l' utilizzo scorretto di emendamenti inseriti all' ultimo minuto» Bersani osserva che siamo di fronte ad una sorta di «controriforma». Dice: «Basti ricordare gli attacchi alla legge sulle professioni. L' Ordine degli Avvocati, ad esempio, ha varato una normativa che di fatto restringe la possibilità di fare pubblicità e limita le tariffe a forfait. Ma è sotto attacco anche il mondo delle assicurazioni con il tentativo di tornare all' agente monomandatario. Per non parlare della legge per "imbrigliare" e depotenziare la class action». Ce n' è abbastanza, secondo Bersani, per invitare l' intero centrosinistra «a muoversi con maggiore risolutezza. E a lanciare una vera e propria battaglia su questi temi». Poi conclude: «Ricordiamoci che le liberalizzazioni non hanno nulla a vedere con il neoliberismo. Al contrario si tratta di una serie di regole che, imponendo una competizione corretta sul mercato, fanno gli interessi dei consumatori». L' attacco sferrato alla sopravvivenza delle parafarmacie ha suscitato una reazione ferma da parte degli operatori economici. Lo confermano le lettere piene d' allarme inviate al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, al ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e al neo vice ministro per la salute Ferruccio Fazio. Il primo firmatario dei tre messaggi è stato il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, testimoniando così il peso delle 2.350 parafarmacie indipendenti. Quanto alla grande distribuzione privata vale la firma di Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione. In ogni caso la battaglia sarà dura. «Perché dovrebbe essere eliminata una legge che ha creato solo vantaggi e nessun danno?» si chiede Aldo Soldi, presidente di AnccCoop. «È evidente che c' è una potente attività di lobby». E quindi auspica che si imbocchi la strada opposta: «Aprire alle parafarmacie i farmaci di fascia C che non sono a carico del sistema sanitario nazionale». Una posizione sostenuta con forza da Giuseppe Brambilla di Civesio, amministratore delegato Carrefour Italia: «Se c' è un farmacista», spiega, «non si vede perché non possa vendere i farmaci non a carico del sistema sanitario e prescritti con una ricetta medica». Precisa: «In alternativa si può anche pensare ad una lista di farmaci totalmente liberalizzati, senza che sia bisogno del farmacista. La lista, però, va affidata a un' autorità scientifica indipendente che valuti le esperienze estere». Accorato l' appello ai politici di Camillo De Berardinis, amministratore delegato di Conad: «In tre anni questa legge non ha creato un problema. Ma ha schiuso opportunità per molti. A cominciare dai giovani farmacisti che non trovavano lavoro. Sarebbe da irresponsabili tornare indietro». Mentre Fabio Sordi di Auchan sottolinea il servizio offerto alla collettività: «Le nostre parafarmacie sono aperte anche il sabato e la domenica con gli stessi orari del supermercato: fino alle 21,30 o alle 22. Le pare poco?».
GIORGIO LONARDI





