Dai Blog Pubblichiamo questo intervento di Franz sperando di stimolare altri alla discussione sul nostro Forum
ParafarmaciaNews.com
franz ha detto
Maggio 12, 2009 a 2:03 pmMa Omnisalus che era tanto certa di una sanatoria che fine ha fatto? ha perso la parola?
Io personalmente sono un “non allineato”, ma devo ribadire come detto altre volte che l’idea di una sanatoria, come vorrebbero i colleghi della omni NON è POSSIBILE.
Pensate a tutte le sedi vacanti rurali(sono decine e decine) ai dispensari, alle sedi sovrannumerarie ecc., main caso di sanatoria che si fa ? 400 farmacie in città e zero nei paesini? e i colleghi che aspettano un concorso da decenni?Questo si che farebbe diminuire la redditività di una farmacia.
Di ciò si sono resi conto tutti e infatti ecco l’emendamento a tradimento…….
E’ evidente che il ddl gasparri è destinato ad essere ridimensionato come fanno notare molti esponenti della maggioranza, inoltre in un terreno politico fertile di scontri e compromessi non dovrebbe passare inosservato l’emendamento della fascia c proposto da una rappresentante pd.
In un certo senso sembra che il settore sia impazzito, ormai è un tutto contro tutti, anche all’internio di federfarma dove a fronte di una maggioranza moderna e consapevole che certi processi sono inevitabili, ma governabili e dai quali si può ottenere un certo profitto, vi è una minoranza rumorosa che vuole il ritorno allo status quo ante, in più certi baccalà abboccano a promesse, altri si chinano che arriva la piena , altri sperano nella salvezza divina.
A mio parere tutto rimarrà come prima con forse un modesto delisting di farmaci senza l’obbligo del farmacista per far contenta quella parte ideologizzata e gretta della gdo che non ha voluto investire una lira sul decreto Bersani e ora vuole trarne profitto.
Molte parafarmacie private chiuderanno questo è ovvio, ma non tutte, anzi.
Qui si gioca una nuova partita la capacità della piccola impresa parafarmacia di allargare i canali e saper strappare condizioni migliori ai distributori e alle aziende, e per farlo bisogna diventare SISTEMA.
Bisogna sapere individuare strade nuove e all’apparenza assurde (ma un’alleanza con la gdo per fare grupppi di acquisto?il repererire case sconosciute e di valore?).
Ho sentito molti colleghi e associazioni lamentarsi che molte aziende pretendono il pagamento alla consegna o tempi molto ristretti.Bene vi dico che fanno bene; ho visto personalmente punti vendita chiudere e la merce sparire da un giorno all’altro, e le aziende fornitrici restare con un palmo di naso.Ma dico un FONDO COMUNE (ANPI FEF CIPS O CIOPS) con cui garantire le aziende in casi come questi? basterebbero pochi euro al mese e forse….ci scapperebbe pure un ricavo.
Vedete colleghi la lobby farmacia è durissima da combattere perchè ha saputo ramificarsi e diversificarsi ben al di fuori del proprio ambito, molti nostri colleghi sono per il farmaco, solo il farmaco, niente al di fuori del farmaco….e i risultati si vedono.
Pensate alla tanto odiata Enpaf, un ente che tramite i nostri soldi gestisce anche immobili e fondi azionari (dati ufficiali sotto gli occhi di tutti), oppure al fatto che batti batti batti tanti prodotti si vendevano prima della riforma solo in farmacia (giocattoli della chicco, alimenti per celiaci, cosmesi, integratori ecc.), questa è abilità, nulla da dire.
Noi dobbiamo diventare così, distinguendoci dalla farmacia e ponendoci come l’alternativa liberale e libera alla stessa,spesso sommersa da troppi interessi economici dei singoli.
L’alternativa è spegnersi lentamente o vivacchiare, il che non è un crimine , ma penso che si dovrebbe sempre puntare a fare di meglio.





