Tutto inizia con una serie di articoli che “Farmacista 33 “ uno degli organi ufficiali della FOFI ( Federazione Ordini dei Farmacisti) inserisce recentemente nei propri numeri . Articoli tutti che evidenziano di fatto le posizioni, le affermazioni e le politiche che fanno comodo ai titolari di farmacia e tendenti invece a mettere in cattiva luce e ad oscurare la maggior parte dei colleghi che lavorano nelle parafarmacie.Una linea editoriale lontana dall’equilibrio che un organo professionale dovrebbe avere per correttezza verso tutti i faramcisti. Un esempio, fra i tanti, di scarsa indipendenza è riportato ( in basso ) sul numero del 4 giugno 2009 : Da parafarmacie a farmacie?
Convertire le parafarmacie, la cui titolarità appartiene ai farmacisti, in farmacie, mentre convertire in drugstore (senza la presenza obbligatoria del farmacista) quelle che non hanno i requisiti per essere delle vere e proprie farmacie. E' la proposta che Omnisalus, l'associazione dei farmacisti titolari di parafarmacia, ha rivolto al Governo in un convegno. "Non ci sono più ragioni per dire no, dopo l'ultima sentenza della Corte di giustizia europea - spiega Alessandro Mazzacca, coordinatore nazionale Omnisalus - che ha stabilito che l'Italia non viola gli obblighi comunitari riservando la titolarità delle farmacie ai farmacisti". Con la legge Bersani sulle liberalizzazioni, lamenta Mazzacca, ''gli unici che possono affrontare i costi di gestione e guadagnare con delle parafarmacie sono i supermercati e la grande distribuzione". I singoli titolari di parafarmacia hanno diversi problemi: "i fornitori non ci fanno gli stessi sconti che praticano alle farmacie, in alcuni casi non lavorano con noi. Ciò ci impedisce di praticare sconti sui prezzi ai clienti e di assumere dipendenti. Il nostro volume di affari si aggira su circa 30 milioni di euro, mentre i costi sono più di 29 milioni''. Istanze su cui il Governo, e la commissione Sanità del Senato, dove è in discussione un ddl sul riordino del sistema farmaceutico, sta riflettendo. "Il Governo non vi abbandonerà - ha detto Domenico Di Virgilio (Pdl), membro della commissione Affari sociali della Camera - Con il sottosegretario Fazio stiamo pensando ad una soluzione per tutelarvi".
Una domanda? Dopo la “sanatoria ad hoc” che propone l’ OMNISALUS ( con l’appoggio della maggioranza) che fine faranno i farmacisti dei drugstore se non c’è l’obbligo della loro presenza? Sicuramente aumenteranno di circa 4000-5000 le liste dei disoccupati.
E’ giusto ed etico dare spazio in un organo informativo professionale di farmacisti una proposta che prevede di farli licenziare a favore di pochi eletti “sanati“?
Che un organo ufficiale di un ordine professionale avvalli di fatto ( pubblicandola) una proposta di sanatoria ( per di più di una parte in questione) delude e pone degli interrogativi sull’equilibrio ed indipendenza dell’organo informativo. “Ma l’arbitro sarà indipendente? Mostra delle preferenze?” Viene da pensare di si Nel merito la cosa fa ancora più scandalo in quanto si tende di fatto ad avvallare una pratica ( le sanatorie per giunta ad “hoc”) alle quali la FOFI si è sempre opposta ufficialmente. Quindi è palese che “Faramcista 33” riportando con evidenza una proposta cosi bislacca (uso un eufemismo) evidentemente appoggiata da esponenti (corporativi) della maggioranza non fa che "sponsorizzare" platealmente una delle associazioni delle parafarmacie (l'OMNISALUS ) che non è neanche la più rappresentativa a tutto danno di altre associazioni come la FEF e l'ANPI che, pur nella diversità, hanno le loro proposte di riforma del servizio farmaceutico le quali sono accomunate però dal minimo comune denominatore della razionalità che si possa essere d'accordo o meno. Una discriminazione contro le proposte FEF resa ancora più stridente dal fatto che questa associazione di parafarmacie indipendenti non ha mai avuto posizioni populistiche schierendosi sempre contro ogni “sanatoria ad hoc” sia per le parafarmacie sia per le farmacie. Tali sanatorie sono un vizio tutto italiano, un certificare che chi è più furbo la vince, un organo professionale che evidenzi tale posizione è quantomeno improvvido e mostra di tutelare poco una professione come la nostra.
Occorre invece dare spazio a chi pone problemi concreti e guarda con realismo alle cose, senza fughe in avanti, affrontando le sfide del mercato senza svendere il profilo professionale del farmacista che paradossalmente nelle parafarmacie è ancora più esaltato data la possibilità di vendita di farmaci senza ricetta. La FEF non ha mai fatto proposte che vogliono scardinare il sistema farmaceutico, vuole solo che sia riconosciuta la funzione e le potenzialità del farmacista e delle parafarmacie e che da questo si facciano coerenti passi legislativi con equilibrio, ma riformando non a parole il sistema di distribuzione dei farmaci nel nostro paese.
Purtroppo la proposta Gasparri Tomassini ( anche munita di sanatoria ad hoc come qualcuno ingenuamente spera) non è la soluzione ma solo una coperta del neocorporativismo dei proprietari di farmacia.Le liberalizzazioni non sono state un mostro, come qualcuno interessato le dipingono, nel nostro settore è solo moderatamente aumentata la concorrenza su di un piccola parte di faramci ( gli OTC/SOP) e giustamente con la presenza sul punto vendita di un farmacista. Questo ha generato circa 5000 posti di lavoro a costo, zero accanirsi contro questo ( e la proposta di sanatoria ad hoc è parte di questo accanimento) è pura follia, è difendere indirettamente alcuni interessi consolidati: questo non è però il compito della FOFI ne di un suo organo ufficiale.
La politica editoriale dell’organo informativo professionale in questione ha certamento deluso ed indignato molti, tanto più che questo organo viene finananziato con i contributi di tutti noi iscritti all'ordine, perchè deve difendere solo una parte allora? Molti dirigenti delle nostre categorie professionali parlano continuamente di collaborazione tra tutti gli iscritti agli ordini, bene dopo è ora di passare dalle parole ai fatti la gestione attuale degli organi informativi professionali ha evidenziato una visione di parte degli stessi ed è giunta l’ora di inserire nella redazione un esponente dei non titolari e dei farmacisti operanti nelle parafarmacie al contrario insistere in questa gestione porterà sicuramente a trasformarle in “Gazzette del potere professionale” in genere asservite a chi ha maggiori disponibilità economiche o politiche.
Il rischio è quello di tante “Farma-Pravda” gazzette di tipologia sovietica asservite al comitato centrale di partito mentre la realtà (professionale) va da altre parti……… una disapora?
Speriamo di no
Dott. Leonardo Marchitto
FEF -parafarmacie Regione Marche




