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Elezioni europee e le liberalizzazioni : tra il PDL corporativo e PD indeciso

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I risultati elettorali origine di una campagna fatta su veline, papi e altre amenità mostra tutta la carenza di proposta politica dei maggiori schieramenti politici che hanno partecipato alle elezioni e cioè il PDL e il PD , in campagna elettorale tutti hanno deliberatamente tralasciato uno dei temi politici che l’europa propone costantemente all’Italia ,cioè le liberalizzazioni. 

Nel caso della PDL la ragione è semplice e facilmente comprensibile come denunciano ormai da mesi le associazioni dei consumatori ed utenti: c’è un patto sinistro sottoscritto dalla PDL a difesa di qualsiasi monopolio e con qualsiasi categoria voglia difendere il proprio orticello corporativo: dalle assicurazioni, ai taxi, ai notai, ai farmaci e alla “class action” .

Un patto infido che non avviene alla luce del sole dato che chi la stipulato un po’ se ne vergona e preferisce attuarlo nelle fumose commissioni parlamentari con appositi emendamenti, leggine e codicilli…….insomma tutto il classico repertorio da prima repubblica “ancien regime” nulla di nuovo se non una posizione rinforzata da chi del monopolio ( informativo) ne ha fatto la sua stessa ragione di successo economico e politico un corporativismo genetico ereditato dai genitori del PDL: AN-MSI e dall’azionista di riferimento di Forza Italia. Quello che più scandalizza invece è il comportamento del PD in questa battaglia elettorale dato che ormai  è da tutti riconosciuto che il tema delle liberalizzazioni e della democrazia economica è stato uno dei cavalli di battaglia di Prodi e Bersani.

A causa delle lotte interne il PD ha completamente sottovalutato la portata innovativa di un tema che lo stesso partito aveva messo in luce in Italia , un tema europeo che più europeo e moderno non si può: grave mancanza che non può fare a meno di una pesante critica. L’occasione europea è stata sperecata dall’opposizione per evidenziare la natura anti-europea di una maggioranza di governo che non riesce ad omologare la sua politica al centro-destra europeo.

Quale migliore occasione del il partito all’opposizione per prendere con decisione la bandiera delle liberalizzazioni ?

Non bastano articoli e speciali su giornali e riviste occorre una vera azione politica di base in colegamento dei consumatori e per ricordare a chi preso dal gossip che i diritti di ogni giorno vengono violati anzi peggio vengono conferiti teoricamente e poi espropriati ( vedi class action) se il PD aspira ad essere un partito “nuovo in ambito europeo” sintesi della cultura riformista moderata e quella progressista deve decidersi: il tema della democrazia economica va messo al primo posto nell’agenda politica del nostro paese.Dott. Leonardo Marchitto

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Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Agosto 2009 10:47  

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